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Sapolsky, il caffè e gli scacchi

Siccome io sono io lasciatemi partire dalla fine che però, temporalmente, in effetti è anche l’inizio. Qualche settimana fa, partecipando a un torneo in linea del mio circolo di scacchi, ho giocato dopocena contro un avversario che scherzando mi aveva confidato di essersi bevuto diversi caffè perché era molto stanco. Partita in sé modesta che si risolve con una svista grazie alla quale riesco a vincere. Più recentemente ho iniziato a leggere “Behave” di Sapolsky (quello di cui seguivo il corso bellissimo su Youtube... e che probabilmente riprenderò perché presenta info diverse rispetto al libro) e nel primo capitolo spiega, ovviamente a grandi linee, i meccanismi neurologici che ci portano a prendere le decisioni. In realtà raggiunge un livello di dettaglio superiore alle mie scarse capacità mnemoniche quindi la mia sintesi sarà decisamente rozza e, forse, con qualche inesattezza: vabbè è per farvi capire, il “succo” credo che sia più o meno corretto! In pratica nel cervello col...

De rerum natura

Qualche giorno fa ho finito di leggere “La Natura” di Lucrezio. Lucrezio si rifà alla filosofia di Epicuro per spiegare la natura in un’opera poetica ma, ovviamente, didascalica. Il primo libro spiega come tutte le cose siano formate da atomi: è buffo perché si ha la sensazione che Lucrezio abbia letto un libro di fisica moderno, ovviamente non riuscendo a capirne i dettaglia, ma che ne abbia colto le caratteristiche principali. Con un po’ di fantasia è possibile ritrovare delle analogie sostanzialmente corrette con la fisica attuale. Beh, poi su altri concetti, per esempio la luce, (costituita da atomi particolarmente veloci e acuminati) non torna molto. Leggendo qualche commento qua e là viene messo in forte risalto come Lucrezio sia andato a cercare le cause dei fenomeni naturali non nelle divinità ma nella natura stessa: ciò è ovviamente vero ma non è ciò che più mi ha colpito. Non è facile da spiegare ma ci provo: Lucrezio usa gli atomi (delle particelle piccolissime di form...

La lobby, l'hobby e l'hobbit

Nei giorni scorsi ho finito un libriccino: “La lobby israeliana e la politica estera degli USA” di John Mearsheimer e Stephen Walt, (E.) Asterios, 2023; non so chi sia il traduttore… Comunque John Mearsheimer è uno studioso di geopolitica che seguo spesso: non ha un proprio canale ma è intervistato spesso e mi capita di ascoltarlo più o meno settimanalmente. Molto pacato, con le idee chiare e lucido nell’esposizione. Il libro è piuttosto vecchio: è del 2007 basato su un articolo del 2006. L’argomento è quello del titolo: ogni frase ha i riferimenti ad articoli, interviste etc. in pratica i 2/3 del testo sono presi dalle note! Che dire? In pratica nel 2007 la lobbi israeliana era già fortissima e aveva, per esempio, piegato Bush e il Segretario di Stato Powell a invadere l’Iraq. Il meccanismo si basa su una pressione su più fronti, anzi su tutti i fronti: quello politico, sui media, in ambiente accademico e probabilmente dimentico qualcosa. Nel frattempo abbiamo avuto Obama...

Neo Lamarckiano

Forse non molto conoscono/ricordano Lamarck ma per me è una specie di ricordo d’infanzia: all’epoca delle elementari (o forse delle medie) me ne parlò mio padre dopo avermi spiegato la teoria dell’ereditarietà di Mendel con i suoi fiori colorati e gli occhi chiari/scuri. Beffardamente, ridacchiando, mi raccontava di come Lamarck pensasse che le giraffe avessero evoluto il loro lungo collo sforzandosi di raggiungere le foglie più alte: ogni giraffa nell’arco della propria vita allungava così il proprio collo e, in barba ai geni, passava questa caratteristica ai propri figli. Questo è l’esempio classico, poi mio padre aggiungeva l’esempio del fabbro che per il suo lavoro diviene grande e grosso ma i cui figli non sarebbero necessariamente altrettanto robusti. Ebbene da qualche tempo sto seguendo un corso su Youtube di Robert Sapolsky, neuroscienziato e biologo evoluzionista, che insegna a Stanford: “Biologia umana comportamentale”. Di solito i video corsi sono piuttosto snelli, miran...

Psicologia del nazismo

Oggi scrivo un pezzo che non pensavo di scrivere… Come mi sembra di aver accennato nel precedente articolo su “Fuga dalla libertà” mi rimanevano solo due capitoli da leggere. Il penultimo è appunto intitolato “6. Psicologia del nazismo” e supponevo che lo avrei letto con interesse ma che non mi avrebbe dato troppo materiale di riflessione. E invece… Nel mio vecchio ghiribizzo ( Parole (meno) sante ) mi capitò di domandarmi come nascesse una dittatura: mi chiedevo come fosse possibile che le persone non si rendessero conto a ciò che andavano incontro facendo sì che la politica degenerasse sempre più. Ne scrissi nel 2016 (v. L’origine della dittatura ) quando iniziavo a rendermi conto che molti principi iniziavano a saltare ma, comunque, pensavo che ancora restasse qualche decennio (magari due o tre) di sostanziale libertà. Inutile dire che gli eventi hanno preso una brusca accelerazione: ma non divaghiamo… All’epoca cercai di inquadrare il problema della nascita della dittatura ne...

Conformismo e libertà

Erano mesi che dovevo/volevo scrivere questo pezzo sul libro di Fromm “Fuga dalla libertà”: questo sia per aiutarmi a memorizzarne il contenuto sia per procedere nella lettura. Infatti non volevo andare avanti fino a quando non avessi scritto questo pezzo per non accavallare insieme più concetti. Poi ieri mi sono stufato e ho ricominciato a leggerlo e oggi, senza averlo pianificato, ho voglia/tempo di scriverne! Probabilmente per molti aspetti di tratta di un’opera superata e che non rispondi agli attuali crismi del saggio: adesso per ogni affermazione vengano citati gli studi che la dimostrano mentre Fromm viaggia sulle ali della propria intuizione e, sono abbastanza sicuro, spesso è in errore. Eppure l’opera contiene delle idee fondamentali: lega insieme la società moderna con la paura e l’ansia del singolo individuo; soprattutto esamina le risposte psicologiche con cui il singolo si difende dalla pressione nevrotizzante del mondo moderno. In precedenza ho scritto dell’aspetto...

La pace perpetua

Avevo promesso di non ripeterlo più ma lo ripeto comunque: su questo blog scrivo molto meno di quanto vorrei/dovrei anzi dovrei perché se lo volessi veramente riuscirei ad aggiornarlo molto più spesso… Il fatto è che mi rendo sempre più conto di quanto mi sia utile scrivere sui libri che leggo per memorizzarne meglio gli elementi più salienti. Proprio per questo motivo avrei da scrivere nuovamente sul libro di Fromm “Fuga dalla libertà”: e siccome non “riesco” a scriverne sono fermo anche nella lettura perché non voglio accavallare concetti importanti fra di loro prima di averli separati, elencati e analizzati. Ma, siccome io sono io, non scriverò neppure oggi di Fromm ma di un libriccino, forse un po’ meno importante (dal mio limitatissimo punto di vista) ma sempre molto utile: “Per la pace perpetua” di Immanuel Kant. Ero un po’ titubante prima di iniziarne la lettura perché temevo potesse essere un’altra traduzione incomprensibile ma fortunatamente qui Kant si deve esprimere g...