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Neo Lamarckiano

Forse non molto conoscono/ricordano Lamarck ma per me è una specie di ricordo d’infanzia: all’epoca delle elementari (o forse delle medie) me ne parlò mio padre dopo avermi spiegato la teoria dell’ereditarietà di Mendel con i suoi fiori colorati e gli occhi chiari/scuri. Beffardamente, ridacchiando, mi raccontava di come Lamarck pensasse che le giraffe avessero evoluto il loro lungo collo sforzandosi di raggiungere le foglie più alte: ogni giraffa nell’arco della propria vita allungava così il proprio collo e, in barba ai geni, passava questa caratteristica ai propri figli. Questo è l’esempio classico, poi mio padre aggiungeva l’esempio del fabbro che per il suo lavoro diviene grande e grosso ma i cui figli non sarebbero necessariamente altrettanto robusti. Ebbene da qualche tempo sto seguendo un corso su Youtube di Robert Sapolsky, neuroscienziato e biologo evoluzionista, che insegna a Stanford: “Biologia umana comportamentale”. Di solito i video corsi sono piuttosto snelli, miran...

Psicologia del nazismo

Oggi scrivo un pezzo che non pensavo di scrivere… Come mi sembra di aver accennato nel precedente articolo su “Fuga dalla libertà” mi rimanevano solo due capitoli da leggere. Il penultimo è appunto intitolato “6. Psicologia del nazismo” e supponevo che lo avrei letto con interesse ma che non mi avrebbe dato troppo materiale di riflessione. E invece… Nel mio vecchio ghiribizzo ( Parole (meno) sante ) mi capitò di domandarmi come nascesse una dittatura: mi chiedevo come fosse possibile che le persone non si rendessero conto a ciò che andavano incontro facendo sì che la politica degenerasse sempre più. Ne scrissi nel 2016 (v. L’origine della dittatura ) quando iniziavo a rendermi conto che molti principi iniziavano a saltare ma, comunque, pensavo che ancora restasse qualche decennio (magari due o tre) di sostanziale libertà. Inutile dire che gli eventi hanno preso una brusca accelerazione: ma non divaghiamo… All’epoca cercai di inquadrare il problema della nascita della dittatura ne...

Conformismo e libertà

Erano mesi che dovevo/volevo scrivere questo pezzo sul libro di Fromm “Fuga dalla libertà”: questo sia per aiutarmi a memorizzarne il contenuto sia per procedere nella lettura. Infatti non volevo andare avanti fino a quando non avessi scritto questo pezzo per non accavallare insieme più concetti. Poi ieri mi sono stufato e ho ricominciato a leggerlo e oggi, senza averlo pianificato, ho voglia/tempo di scriverne! Probabilmente per molti aspetti di tratta di un’opera superata e che non rispondi agli attuali crismi del saggio: adesso per ogni affermazione vengano citati gli studi che la dimostrano mentre Fromm viaggia sulle ali della propria intuizione e, sono abbastanza sicuro, spesso è in errore. Eppure l’opera contiene delle idee fondamentali: lega insieme la società moderna con la paura e l’ansia del singolo individuo; soprattutto esamina le risposte psicologiche con cui il singolo si difende dalla pressione nevrotizzante del mondo moderno. In precedenza ho scritto dell’aspetto...

La pace perpetua

Avevo promesso di non ripeterlo più ma lo ripeto comunque: su questo blog scrivo molto meno di quanto vorrei/dovrei anzi dovrei perché se lo volessi veramente riuscirei ad aggiornarlo molto più spesso… Il fatto è che mi rendo sempre più conto di quanto mi sia utile scrivere sui libri che leggo per memorizzarne meglio gli elementi più salienti. Proprio per questo motivo avrei da scrivere nuovamente sul libro di Fromm “Fuga dalla libertà”: e siccome non “riesco” a scriverne sono fermo anche nella lettura perché non voglio accavallare concetti importanti fra di loro prima di averli separati, elencati e analizzati. Ma, siccome io sono io, non scriverò neppure oggi di Fromm ma di un libriccino, forse un po’ meno importante (dal mio limitatissimo punto di vista) ma sempre molto utile: “Per la pace perpetua” di Immanuel Kant. Ero un po’ titubante prima di iniziarne la lettura perché temevo potesse essere un’altra traduzione incomprensibile ma fortunatamente qui Kant si deve esprimere g...

Via Mazzini o Piazza Garibaldi

Decisamente meglio Piazza Garibaldi! Recentemente ho terminato la lettura di “La giovine Italia” di Mazzini, una raccolta di articoli dello stesso autore, apparsi per la prima volta sulla omonima rivista, la “Giovine Italia”. Onestamente speravo di trovare una qualche epigrafe per la mia epitome ma anche concetti interessanti, programmatici, su come dovrebbe essere riformata l’Italia, quali fossero i suoi problemi e le possibile soluzioni. Insomma mi aspettavo una serie di argomentazioni razionali dei meriti della repubblica e dell’unità italiana: poi, come mio solito, avrei avuto da ridire su molti di questi ma dalla critica costruttiva probabilmente ne sarebbe uscito qualcosa di buono. Invece no: è tutta fuffa, super fuffa, ottocentesca: non una singola motivazione razionale ma solo appelli ai sentimenti, a seguire lo “spirito del tempo”, all’inevitabile trionfo della libertà, al dovere e all’onore di sacrificarsi per la patria e roba del genere. Forse davvero in quel periodo, al...

Sadismo diffuso

Vabbè, lo scrivo per l’ultima volta dato che è inutile continuare a scriverlo sempre: pubblico su questo blog molto meno spesso di quanto pensavo di fare. I motivi sono molteplici ma, fondamentalmente, mi manca l’entusiasmo che avevo quando mantenevo il mio vecchio blog: era la sensazione di far crescere qualcosa… Qui invece pubblico solo perché scrivere mi aiuta a memorizzare ciò che leggo: ma l’utilità è una motivazione meno forte dell’orgoglio. Il libro di cui scriverò oggi è sempre il solito: “Fuga dalla libertà” di Erich Fromm del 1941. Da tenere presente l’anno di pubblicazione. In particolare voglio riassumere il sottocapitolo “Autoritarismo” del capitolo 5, “Meccanismi di fuga”. Premetto che ancora non l’ho terminato di leggerlo ma in 26 pagine ho già accumulato diverso materiale interessante. Nei capitoli precedenti Fromm ha spiegato come l’uomo moderno, per la struttura della società, tenda a sentirsi solo e debole: ha la libertà ma non la sicurezza di un posto nella so...

Tre e più libri

Come al solito scrivo molto meno di quanto vorrei/dovrei su questo ghiribizzo ma, onestamente, non so cosa farci: quando tenevo il mio vecchio blog scrivendo spesso di argomenti futili ero spinto ad alternarvi anche pezzi un po’ più impegnati per riequilibrare lo spirito del sito, ma adesso non ho più questo stimolo che, evidentemente, era più forte di quanto pensassi: il piacere di creare con ogni nuovo articolo un qualcosa di speciale… Vabbè: è andata come andata grazie alla censura UE… Non sto leggendo molto ma comunque sto leggendo: moilto tempo lo sto perdendo con i libri della serie DragonLance che lessi da ragazzino e avevo voglia di rileggere. Al momento sono al sesto (beh, i primi li ho letti a fine 2024)! Ah! e a questi aggiungete i libri di John Scalzi che avevo comprato in super offerta su HumbleBundle.com… Passando direttamente ai libri più seri ho finito di leggere la raccolta di pensieri di Leonardo da Vinci. Essendo una raccolta è difficile farne una sintesi che ...