Né Freud né Jung!
Qualche settimana fa ho terminato di leggere “Il motto di spirito” di Freud.
Già anni fa mi ero posto la domanda di quali fossero i possibili tipi di umorismo e scrissi il seguente pezzo sull’argomento Tipi di umorismo. Mi ripromettevo, come primo passo, di catalogare i diversi tipi di umorismo per poi cercare di trarne qualche conclusione: mi sembrava l’unico modo logico di procedere…
Poi, soprattutto per pigrizia, non ne feci di niente ma la curiosità mi era sempre rimasta. Quando scoprii che Freud aveva scritto un libro sull’argomento lo comprai senza esitazione.
Sfortunatamente si tratta di gran lunga del peggior libro di Freud che abbia mai letto!
Non fa una ricerca sistematica ma parte dalla propria idea (correlazione fra sogno e umorismo, “risparmio di energia mentale”) e cerca conferma nei motti che propone: secondo me avrebbe dovuto partire dalle diverse tipologie di motto e poi cercare di ipotizzare una teoria per spiegarne la genesi.
Inoltre sembra che invece di scrivere il suo libro basandosi su una propria teoria completa si ha la sensazione che la sviluppi via via che procede e questo va, ovviamente, a discapito della chiarezza.
Divertenti i motti anche se molti, per essere comprensibili, vanno capiti tramite le note che mostrano le varie assonanze o giochi di parole in tedesco.
Invece di Jüng ho finito proprio oggi di leggere “Tipi psicologici” un bel mattone sulle 500 pagine.
Da appassionato dei tipi psicologici MBTI, basato appunto sull’opera di Jüng, ero curioso di risalire alla “fonte” per cercare di approfondirne la comprensione.
Sfortunatamente si tratta di un libro assurdo, che Jüng stesso ammette di aver scritto “male”, in maniera cioè non proprio comprensibile ma di aver preferito lasciarlo com’era invece di risistemarlo.
Nella prima parte in pratica Jüng fa sfoggio della propria enorme cultura cercando di ricostruire una “storia” dei tipi attraverso il tempo, citando e analizzando il pensiero sui tipi psicologici di grandi pensatori, poeti e di altri psicologhi dando per scontato il proprio pensiero ma senza mai esporlo chiaramente. Difficilissimo e faticosissimo ricavarlo così per “differenza”. Finalmente nel quarto finale del libro espone la propria teoria.
In pratica per Jüng ci sono 8 tipi psicologici principali che vedono il mondo in modo proprio, hanno le proprie diverse priorità e obiettivi, capiscono e si rapportano con gli altri in maniera diversa, hanno le proprie diverse esigenze etc.
Conclusione non può esistere una psicologia complessiva che vada bene per tutti i tipi.
E questa era stata una delle mie conclusioni leggendo Rogers: Medicina non per tutti. In pratica, giunsi alla conclusione, che la psicoterapia di Rogers sicuramente funzionava su alcune persone ma, su di me, avrebbe avuto scarso effetto. In pratica su dei tipi psicologici sì ma su altri no.
In altri pezzi, che non ho voglia di ricercare approfondii e specificai meglio questa mia teoria che Jüng conferma in pieno.
Vabbè, peccato ci abbia messo 500 pagine per esporla!
In realtà ipotizzo che Jüng abbia voluto lasciare la sua opera in questo stato così poco fruibile proprio per mostrare il suo modo di ragionare e riflettere, per evidenziare il proprio cammino che lo ha portato alla sua teoria. Non lo dice esplicitamente, questa è una mia ipotesi/intuizione: vuole dimostrare praticamente come tipi diversi arrivino in maniera diversa a teorie/conclusioni ugualmente valide. Riscrivere la sua opera in una forma più razionale e fruibile (come sarebbe piaciuto a me!) avrebbe invalidato la sua affermazione che ogni punto di vista (psicologico intendo, del modo di pensare e vedere la realtà cioè) è ugualmente valido e ha la stessa legittimità degli altri…
Comunque si tratta di due libri che NON consiglio a NESSUNO!
Già anni fa mi ero posto la domanda di quali fossero i possibili tipi di umorismo e scrissi il seguente pezzo sull’argomento Tipi di umorismo. Mi ripromettevo, come primo passo, di catalogare i diversi tipi di umorismo per poi cercare di trarne qualche conclusione: mi sembrava l’unico modo logico di procedere…
Poi, soprattutto per pigrizia, non ne feci di niente ma la curiosità mi era sempre rimasta. Quando scoprii che Freud aveva scritto un libro sull’argomento lo comprai senza esitazione.
Sfortunatamente si tratta di gran lunga del peggior libro di Freud che abbia mai letto!
Non fa una ricerca sistematica ma parte dalla propria idea (correlazione fra sogno e umorismo, “risparmio di energia mentale”) e cerca conferma nei motti che propone: secondo me avrebbe dovuto partire dalle diverse tipologie di motto e poi cercare di ipotizzare una teoria per spiegarne la genesi.
Inoltre sembra che invece di scrivere il suo libro basandosi su una propria teoria completa si ha la sensazione che la sviluppi via via che procede e questo va, ovviamente, a discapito della chiarezza.
Divertenti i motti anche se molti, per essere comprensibili, vanno capiti tramite le note che mostrano le varie assonanze o giochi di parole in tedesco.
Invece di Jüng ho finito proprio oggi di leggere “Tipi psicologici” un bel mattone sulle 500 pagine.
Da appassionato dei tipi psicologici MBTI, basato appunto sull’opera di Jüng, ero curioso di risalire alla “fonte” per cercare di approfondirne la comprensione.
Sfortunatamente si tratta di un libro assurdo, che Jüng stesso ammette di aver scritto “male”, in maniera cioè non proprio comprensibile ma di aver preferito lasciarlo com’era invece di risistemarlo.
Nella prima parte in pratica Jüng fa sfoggio della propria enorme cultura cercando di ricostruire una “storia” dei tipi attraverso il tempo, citando e analizzando il pensiero sui tipi psicologici di grandi pensatori, poeti e di altri psicologhi dando per scontato il proprio pensiero ma senza mai esporlo chiaramente. Difficilissimo e faticosissimo ricavarlo così per “differenza”. Finalmente nel quarto finale del libro espone la propria teoria.
In pratica per Jüng ci sono 8 tipi psicologici principali che vedono il mondo in modo proprio, hanno le proprie diverse priorità e obiettivi, capiscono e si rapportano con gli altri in maniera diversa, hanno le proprie diverse esigenze etc.
Conclusione non può esistere una psicologia complessiva che vada bene per tutti i tipi.
E questa era stata una delle mie conclusioni leggendo Rogers: Medicina non per tutti. In pratica, giunsi alla conclusione, che la psicoterapia di Rogers sicuramente funzionava su alcune persone ma, su di me, avrebbe avuto scarso effetto. In pratica su dei tipi psicologici sì ma su altri no.
In altri pezzi, che non ho voglia di ricercare approfondii e specificai meglio questa mia teoria che Jüng conferma in pieno.
Vabbè, peccato ci abbia messo 500 pagine per esporla!
In realtà ipotizzo che Jüng abbia voluto lasciare la sua opera in questo stato così poco fruibile proprio per mostrare il suo modo di ragionare e riflettere, per evidenziare il proprio cammino che lo ha portato alla sua teoria. Non lo dice esplicitamente, questa è una mia ipotesi/intuizione: vuole dimostrare praticamente come tipi diversi arrivino in maniera diversa a teorie/conclusioni ugualmente valide. Riscrivere la sua opera in una forma più razionale e fruibile (come sarebbe piaciuto a me!) avrebbe invalidato la sua affermazione che ogni punto di vista (psicologico intendo, del modo di pensare e vedere la realtà cioè) è ugualmente valido e ha la stessa legittimità degli altri…
Comunque si tratta di due libri che NON consiglio a NESSUNO!
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