De rerum natura
Qualche giorno fa ho finito di leggere “La Natura” di Lucrezio.
Lucrezio si rifà alla filosofia di Epicuro per spiegare la natura in un’opera poetica ma, ovviamente, didascalica.
Il primo libro spiega come tutte le cose siano formate da atomi: è buffo perché si ha la sensazione che Lucrezio abbia letto un libro di fisica moderno, ovviamente non riuscendo a capirne i dettaglia, ma che ne abbia colto le caratteristiche principali. Con un po’ di fantasia è possibile ritrovare delle analogie sostanzialmente corrette con la fisica attuale. Beh, poi su altri concetti, per esempio la luce, (costituita da atomi particolarmente veloci e acuminati) non torna molto.
Leggendo qualche commento qua e là viene messo in forte risalto come Lucrezio sia andato a cercare le cause dei fenomeni naturali non nelle divinità ma nella natura stessa: ciò è ovviamente vero ma non è ciò che più mi ha colpito.
Non è facile da spiegare ma ci provo: Lucrezio usa gli atomi (delle particelle piccolissime di forme e dimensioni diverse) per spiegare i fenomeni fisici più semplici e vi riesce con buon successo.
Quando però passa fenomeni più complessi come la luna, il sole, i terremoti ma anche le nuvole e la pioggia non vi riesce altrettanto bene: il motivo e che ricorre sempre agli atomi senza prevedere strutture intermedie.
Cioè noi nel mondo moderno usiamo scienze diverse in base al livello di dettaglio che stiamo studiando: se è un atomo usiamo la fisica quantistica, ma se sono molti atomi passiamo alla chimica (che in parte si basa sulla fisica delle particelle), se poi si tratta di virus o batteri passiamo alla biologia (che in parte si basa sulla chimica), se poi studiamo il comportamento umano allora il salto è ancora più notevole perché dovremmo ricorrere alla psicologia (*1) (che in parte si basa sulla biologia).
Ecco, questo modo di pensare con strumenti basati a loro volta su livelli di astrazione più semplici (relativamente!) mi sembra mi venga naturale ma probabilmente non lo è: la riprova è appunto Lucrezio che cerca di spiegare tutto direttamente e solo con gli atomi.
Questo mi ha colpito!
Nota (*1): In verità ho iniziato a leggere “Behave” di Sopolsky e, credo (sono all’inizio), il suo intento sia dimostrare quanto il comportamento umano sia strettamente legato alla biologia...
Lucrezio si rifà alla filosofia di Epicuro per spiegare la natura in un’opera poetica ma, ovviamente, didascalica.
Il primo libro spiega come tutte le cose siano formate da atomi: è buffo perché si ha la sensazione che Lucrezio abbia letto un libro di fisica moderno, ovviamente non riuscendo a capirne i dettaglia, ma che ne abbia colto le caratteristiche principali. Con un po’ di fantasia è possibile ritrovare delle analogie sostanzialmente corrette con la fisica attuale. Beh, poi su altri concetti, per esempio la luce, (costituita da atomi particolarmente veloci e acuminati) non torna molto.
Leggendo qualche commento qua e là viene messo in forte risalto come Lucrezio sia andato a cercare le cause dei fenomeni naturali non nelle divinità ma nella natura stessa: ciò è ovviamente vero ma non è ciò che più mi ha colpito.
Non è facile da spiegare ma ci provo: Lucrezio usa gli atomi (delle particelle piccolissime di forme e dimensioni diverse) per spiegare i fenomeni fisici più semplici e vi riesce con buon successo.
Quando però passa fenomeni più complessi come la luna, il sole, i terremoti ma anche le nuvole e la pioggia non vi riesce altrettanto bene: il motivo e che ricorre sempre agli atomi senza prevedere strutture intermedie.
Cioè noi nel mondo moderno usiamo scienze diverse in base al livello di dettaglio che stiamo studiando: se è un atomo usiamo la fisica quantistica, ma se sono molti atomi passiamo alla chimica (che in parte si basa sulla fisica delle particelle), se poi si tratta di virus o batteri passiamo alla biologia (che in parte si basa sulla chimica), se poi studiamo il comportamento umano allora il salto è ancora più notevole perché dovremmo ricorrere alla psicologia (*1) (che in parte si basa sulla biologia).
Ecco, questo modo di pensare con strumenti basati a loro volta su livelli di astrazione più semplici (relativamente!) mi sembra mi venga naturale ma probabilmente non lo è: la riprova è appunto Lucrezio che cerca di spiegare tutto direttamente e solo con gli atomi.
Questo mi ha colpito!
Nota (*1): In verità ho iniziato a leggere “Behave” di Sopolsky e, credo (sono all’inizio), il suo intento sia dimostrare quanto il comportamento umano sia strettamente legato alla biologia...
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