La lobby, l'hobby e l'hobbit

Nei giorni scorsi ho finito un libriccino: “La lobby israeliana e la politica estera degli USA” di John Mearsheimer e Stephen Walt, (E.) Asterios, 2023; non so chi sia il traduttore…

Comunque John Mearsheimer è uno studioso di geopolitica che seguo spesso: non ha un proprio canale ma è intervistato spesso e mi capita di ascoltarlo più o meno settimanalmente.

Molto pacato, con le idee chiare e lucido nell’esposizione.

Il libro è piuttosto vecchio: è del 2007 basato su un articolo del 2006.

L’argomento è quello del titolo: ogni frase ha i riferimenti ad articoli, interviste etc. in pratica i 2/3 del testo sono presi dalle note!

Che dire? In pratica nel 2007 la lobbi israeliana era già fortissima e aveva, per esempio, piegato Bush e il Segretario di Stato Powell a invadere l’Iraq.
Il meccanismo si basa su una pressione su più fronti, anzi su tutti i fronti: quello politico, sui media, in ambiente accademico e probabilmente dimentico qualcosa.

Nel frattempo abbiamo avuto Obama che ha facilitato le donazioni delle lobbi (ora senza limiti) e il casino Epstein. Pare evidente dal comportamento di Trump che la situazione (nonostante il finale ottimistico del libretto) non è migliorata.

Nel complesso non vi ho trovato grandi verità ma, più o meno, tutto quello che comunque mi aspettavo osservando con attenzione le dinamiche geopolitiche che vedono lo strano balletto fra USA e Israele.

Mi è piaciuto il finale dove gli autori concordano con la mia teoria: ovvero che Israele sta costruendosi un futuro basato sulla forza degli USA e che solo da questa potrà sostenersi. Con gli USA in parabola discendente non è facile prevedere il futuro nel medio/lungo termine di Israele.

Lo consiglio però solo a chi fosse interessato all’argomento e si chiede, agli inizi degli anni 2000, quale fosse il rapporto fra USA, Israele con la mediazione di varie lobbi.

E il titolo: beh... mi sembrava carino... comunque vediamo: la lobby è la lobbi, l'hobby è lanciare bombe e l'hobbit... fate voi...

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